Altri parassiti delle piante
Di seguito un breve elenco di altri insetti che possono causare danni ad alberature, e che sono contenuti tramite interventi endoterapici:
Cecidomia fogliare del leccio
Questo dittero (Dryomyia lichtensteini) infesta principalmente le giovani piante di leccio che si sviluppano in zone ombreggiate e scarsamente ventilate. Il loro apparato fogliare viene interessato da un elevatissimo numero di galle che intralciano il regolare sviluppo vegetativo della pianta.
Limacina
Caliroa varipes è un piccolo Imenottero che produce vistose scheletrizzazioni fogliari. Le larve gregarie vivono sulla pagina fogliare inferiore delle piante ospiti, dove provocano tipiche erosioni del mesofillo con il rispetto delle nervature e conseguente intensa scheletrizzazione delle foglie.
Metcalfa
È un insetto omottero proveniente dalle Americhe (Metcalfa pruinosa) che nel periodo estivo infesta gli steli e le foglie delle piante ornamentali, agrarie e da siepi. E’ caratterizzato da elevata polifagia, essendo stato notato su oltre 40 piante ospiti tra arbustive ed arboree. La loro presenza è resa evidente dall’abbondante secrezione cerosa biancastra. L’esemplare adulto è una farfallina grigio-azzurra con le ali a tetto. Un’infestazione molto elevata causa un rallentamento nella crescita dei germogli e la chioma delle piante attaccate viene imbrattata da secrezioni gluco-cerose, su cui si sviluppa un’abbondante fumaggine. Tra le essenze ad alto fusto maggiormente colpite ricordiamo acero, platano, tiglio, ippocastano, robinia, magnolia, etc.
Tingide del platano
È un omottero (Corythucha ciliata) che infesta esclusivamente il platano. Dal momento della germogliazione, gli adulti colonizzano la pagina inferiore delle foglie (l’imbrattamento è dovuto agli escrementi), generando neanidi che succhiano la linfa, determinando intense depigmentazioni, per lo più vicino alle nervature. Le foglie maggiormente colpite riducono considerevolmente l’attività fotosintetica, ingialliscono e seccano (arricciandosi e decolorandosi in modo anche non uniforme); cadono precocemente o rimangono inutilmente attaccate ai rami. Con le punture molto fitte, l’insetto facilita la diffusione del seccume fogliare (antracnosi).
Psille dell’albizzia
Sono omotteri psillidi (Psylla uncatoides e Acizzia jamatonica) che si differenziano quasi solo per dimensione (più grandi gli adulti di Acizzia). Questi insetti, muniti di un apparato pungente, si nutrono della linfa elaborata delle foglie, delle nervature, dei fiori e dei frutti, causano l’intristimento delle chiome sulle piante che, in caso di forti attacchi, presentano su germogli, fiori e foglie, una melata consistente e la comparsa di fumaggine, che deturpa l’aspetto ornamentale dei rametti fioriti.













