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Lepidotteri

I lepidotteri defogliatori si nutrono di foglie e parti verdi delle piante (es. processionaria del pino, Bruco americano, minatori fogliari, ecc.).

Appartengono all’ordine dei Lepidotteri le farfalle. Dalle minuscole uova che le farfalle depositano nascono i bruchi, che sono fortemente dannosi in quanto, nutrendosi del fogliame delle piante, provocano diversi tipi di lesioni.

Esistono diversi sistemi antiparassitari, alcuni meno efficaci, altri più efficaci, ma decisamente tossici. Se non sei un esperto, affidati a chi ha le competenze per individuare i rimedi ottimali per liberarsi degli insetti defogliatori.

G.E.A., società specializzata nella disinfestazione di Lepidotteri e di tutte le altre specie appartenenti alla classe degli insetti, opera con il suo team di tecnici fitoiatri esperti a livello europeo.

G.E.A. opera su tutto il territorio nazionale mediante trattamento endoterapico, garantendo la protezione degli esemplari trattati per almeno un anno.

Disinfestazione-bruco-americano
Lepidotteri-defogliatori
Danni-estetici-e-fisiologici
Bruchi-delle-piante

Bruco americano

È un insetto della famiglia Arctidae (Hyphantria cunea), notevolmente polifago. Le sue larve prediligono l’acero negundo e il gelso, senza risparmiare le altre latifoglie. Gli adulti (farfalle bianco-argentee che, nella forma Drury typica presentano sulle ali anteriori delle macchie nere trasversali) sfarfallano da fine aprile a fine maggio. Le prime larve nascono tendenzialmente a inizio giugno, svolgono l’attività trofica in modo gregario (nidi sericei) e successivamente si disperdono (larve di 5^- 6^ età), continuando a nutrirsi sino a completo sviluppo.

Le larve che compiono i danni maggiori sono quelle di seconda generazione, che nascono nel periodo compreso tra fine luglio e metà agosto. Le foglie attaccate vengono prima scheletrizzate e poi divorate quasi per intero, a esclusione delle nervature principali. In caso di forti attacchi le piante vengono completamente defogliate, causando danni estetici e fisiologici compromettenti per la vitalità e la crescita degli esemplari aggrediti.

Sistemi-antiparassitari-lepidotteri
Danni-estetici-e-fisiologici
Cameraria-Ohridella

Minatrice dell’ippocastano

È un insetto minatore (Cameraria ohridella) che proviene dalla Macedonia e che infesta esclusivamente l’ippocastano, con una certa predilezione per la varietà a fiori bianchi.

Questo insetto sverna come crisalide nelle foglie cadute a terra. I primi adulti (farfalline lunghe pochi millimetri, di colore bruno e con particolari striature bianco-argentee sulle ali) sfarfallano in aprile-maggio e si accoppiano lungo i tronchi. Le femmine fecondate si isolano e depongono le uova sulla pagina superiore delle foglie. Le larve generate scavano gallerie nel mesofillo fogliare danno vita a “mine”, inizialmente puntiformi, quindi circolari e successivamente allungate, fino a 4 cm, che, in caso di forti attacchi (Cameraria svolge sino a 4-5 generazioni all’anno), confluiscono tra loro portando al disseccamento e alla caduta precoce della foglia (luglio-agosto).

Lepidotteri-dannosi-delle-piante
Minatori-fogliari-piante
Defogliazioni-piu-o-meno-elevate

Processionaria del pino

L’insetto (Traumatocampa pityocampa), che compie una generazione all’anno, predilige colpire le specie di pino e alcune specie di cedro. Le larve, che compaiono nella seconda metà di agosto, hanno l’abitudine di muoversi in gruppo, per alimentarsi a spese degli aghi. Dapprima costruiscono nidi provvisori che utilizzano come rifugio nelle brutte giornate autunnali, e in seguito nidi sericei compatti e bianchi sulle estremità dei rami più soleggiati, dove si rifugiano per tutto l’inverno. Solo nelle giornate invernali più calde le larve escono in processione dal nido per nutrirsi a spese del fogliame. A fine inverno (febbraio-marzo) diventano più voraci, si nutrono più spesso e completano lo sviluppo.

Le larve mature abbandonano i nidi da fine febbraio a maggio e scendono fino al suolo dove si interrano, per trasformarsi prima in crisalidi e poi in farfalle. Le farfalle depongono in estate le uova a manicotto intorno agli aghi e danno origine alle nuove larve.

Le defogliazioni e i disseccamenti delle chiome sono i danni che le larve provocano alle piante.

I peli urticanti che possiedono le larve, invece, liberati nell’ambiente risultano pericolosi per persone e animali, divenendo causa di irritazioni cutanee, oculari, alle mucose ed alle vie respiratorie.

La lotta contro la Processionaria del Pino è resa obbligatorio su tutto il territorio nazionale ai sensi del D.M. 30 ottobre 2007.

 

Foglie-divorate-quasi-per-intero
Larve-di-seconda-generazione
Peli-urticanti-pericolosi

Defogliatori della quercia

Sono insetti che si presentano dannosi allo stato larvale. I più importanti sono le tortrici, la falena invernale, i vari bombici (Lymantria, Euproctis, etc.), la processionaria (Thaumetopoea processionea) e le melolonte. Tali insetti causano defogliazioni più o meno elevate, che se si verificano per alcuni anni consecutivi possono portare a deperimenti notevoli, fino alla morte degli esemplari maggiormente aggrediti.